Sistema extrapiramidale con il metodo lionese

Il sistema extrapiramidale svolge un ruolo fondamentale, sebbene spesso sottovalutato, nella fisiopatologia e nel trattamento conservativo della scoliosi, in particolare della scoliosi idiopatica dell’adolescente (SIA).
Di seguito viene presentata un’analisi dettagliata dei legami tra il controllo motorio involontario e gli approcci riabilitativi terapeutici.

Il legame tra sistema extrapiramidale e scoliosi

Asimmetria tonica: Una disfunzione delle vie extrapiramidali (come le vie vestibolo-spinali o reticolo-spinali) può determinare una distribuzione asimmetrica del tono muscolare su entrambi i lati della colonna vertebrale.
Disturbo dell’integrazione sensoriale: Il sistema extrapiramidale elabora le informazioni provenienti dall’apparato vestibolare (equilibrio), dalla vista e dalla propriocezione. Un difetto di integrazione di questi segnali porta il cervello a percepire una colonna deviata come «dritta» (alterazione dello schema corporeo).
Difetto di adattamento posturale anticipato: Durante un movimento volontario (sistema piramidale), il sistema extrapiramidale dovrebbe normalmente stabilizzare il tronco in modo automatico. Nella scoliosi, questa stabilizzazione automatica è carente.

Impatto sul trattamento conservativo

Il trattamento conservativo comprende principalmente la fisioterapia specifica (esercizi terapeutici specifici per la scoliosi o PSSE) e l’uso di un busto ortopedico. Per essere efficaci, questi trattamenti devono imperativamente “riprogrammare” il sistema extrapiramidale.

Il legame tra sistema extrapiramidale e scoliosi


A. La fisioterapia specifica (Metodi Schroth, Lyon, ecc.)


Gli esercizi passivi o il semplice potenziamento muscolare analitico sono insufficienti poiché non modificano il controllo motorio automatico. Il trattamento conservativo moderno si basa su:
L’auto-allungamento e la detorsione tridimensionale attiva: Il paziente deve correggere consapevolmente la propria postura (in modo volontario / piramidale) e poi stabilizzare tale posizione.
L’integrazione propriocettiva: Ripetendo queste correzioni in situazioni di instabilità (palloni, piattaforme oscillanti), si costringe il sistema extrapiramidale ad adottare questo nuovo schema posturale come nuova “norma” automatica.
Il biofeedback: L’uso di specchi o sensori aiuta a correggere lo scarto tra la percezione errata del paziente e la sua posizione reale.

B. Il trattamento con il busto


Il busto ortopedico non ha solo un’azione meccanica di sostegno:
Azione neurologica: Applicando pressioni continue (cuscinetti correttivi) e lasciando zone di espansione, il tutore modifica costantemente le afferenze sensoriali inviate al sistema nervoso centrale.
Condizionamento extrapiramidale: Il paziente è spinto ad allontanarsi attivamente dalle zone di pressione del busto (fenomeno di autocorrezione attiva inconscia), il che stimola e modifica il tono posturale extrapiramidale a lungo termine.