Il metodo lionese è il più antico approccio medico-ortopedico e fisioterapico completo dedicato al trattamento conservativo (non chirurgico) della scoliosi. Nato a Lione nel XIX secolo, ha attraversato quasi due secoli di innovazioni fino a diventare un punto di riferimento internazionale riconosciuto dalla SOSORT.
La storia ha inizio nel cuore di Lione con Charles-Gabriel Pravaz (1791-1853), medico, matematico e ingegnere (famoso anche per l’invenzione della siringa ipodermica). 1829: la nascita del concetto. Pravaz fonda a Lione un istituto ortopedico all’avanguardia.
L’approccio iniziale: È il primo a comprendere che, per correggere efficacemente una deviazione vertebrale, è indispensabile associare mezzi meccanici di allungamento o di pressione a una ginnastica medica specifica.
L’eredità: questo duplice approccio (ortesi + fisioterapia specifica), rivoluzionario per l’epoca, pone le basi di quello che diventerà il «metodo lionese».
Nel XX secolo, il metodo si struttura e si afferma in Europa a fronte dello sviluppo della chirurgia (in particolare promossa dalla scuola americana). Tre grandi figure della medicina lasciano il segno in questo periodo:
La scuola del dottor Pierre Stagnara: nella seconda metà del XX secolo, il dottor Stagnara codifica rigorosamente il percorso terapeutico. Introduce il famoso busto lionese (un busto rigido in plexiglas a quattro valvole) preceduto da un gesso di riduzione temporaneo.
La tridimensionalità (3D): i medici di Lione dimostrano che la scoliosi non è una semplice deviazione laterale (piano frontale), ma una complessa deformazione tridimensionale che comprende una rotazione delle vertebre (piano orizzontale) e una modifica delle curvature di profilo (piano sagittale).
La valutazione scientifica: è in questo periodo che il metodo è oggetto di importanti pubblicazioni nella letteratura medica francofona, dimostrando la sua capacità di frenare l’evoluzione delle curvature senza bloccare definitivamente la schiena.
Sotto l’impulso di successori come il dott. Jean-Claude de Mauroy e, oggi, il dott. Fabio Gagliano presso il Centro Europeo della Colonna Vertebrale (situato alla Clinique du Parc a Lione), il metodo ha integrato tecnologie all’avanguardia:
Il sistema EOS e la stereografia: Utilizzo dell’imaging EOS a bassa dose per modellare la colonna vertebrale in 3D in posizione eretta, consentendo un’analisi ultraprecisa dell’equilibrio sagittale. L’ARTbrace:
Recentemente, il tradizionale corsetto lionese si è evoluto nell’ARTbrace (Asimmetria, Rotazione, De-torsione), un corsetto moderno progettato al computer (CAD/CAM). Esso applica il principio della detorsione e utilizza la tensierità per correggere la postura in modo dinamico.
La neurofisiologia: la moderna kinesiterapia lionese non si limita più al semplice rafforzamento. Stimola il sistema extrapiramidale (vista, orecchio interno, propriocezione) in base all’età del paziente per riprogrammare lo schema corporeo.