Muscoli e Scoliosi

Martedì 12 maggio 2026

alle 20:00

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Martedì 12 maggio alle 20:00

La crescita ossea non è l’unica causa della scoliosi; anche la differenza di lunghezza tra i muscoli del lato concavo e di quello convesso porta a una perdita di forza e tensione.

La crescita muscolare dipende da questo equilibrio tra forza e tensione, e con il progredire della scoliosi si osserva una diminuzione della massa muscolare.

Durante la crescita, l’infiltrazione di grasso predomina nel lato concavo e nel muscolo multifido più profondo, che è più ricco di fibre di tipo I. I muscoli più superficiali — il longissimus e l’erector spinae — controllano il piano sagittale, mentre l’iliocostalis, più laterale, controlla il piano frontale.

Raddrizzare la colonna vertebrale con il busto migliora la funzione muscolare. Verrà rimosso appena prima della seduta di fisioterapia.

Il busto ha anche il vantaggio di irrigidire la colonna vertebrale, il che aumenta l’efficienza muscolare.

Gli esercizi saranno eseguiti con la concavità aperta al massimo allungamento. La contrazione attiva sarà mantenuta per 20 secondi.

Gli esercizi laterali stimolano il multifido, mentre gli esercizi di pronazione stimolano il longissimus e l’erettore spinale. Il rafforzamento della muscolatura assiale sarà quindi effettuato in entrambe le posizioni.

Durante il periodo di crescita, il corpo compensa il deficit di forza-tensione modificando i modelli funzionali, e la fisioterapia neuromuscolare specifica del metodo lionese stimola queste compensazioni.

In età adulta, la sarcopenia — ovvero la perdita di fibre muscolari — inizia a 40 anni nei pazienti con scoliosi, anziché a 50 come è tipico per la popolazione generale. I segni di degenerazione muscolare diventano più pronunciati con il progredire della scoliosi. Un’attività fisica regolare ed esercizi specifici possono limitare la sarcopenia. La fisioterapia differisce da quella utilizzata nell’adolescenza, caratterizzata da una catena cinetica chiusa e da una flessione dell’anca di 90°. Gli esercizi vengono eseguiti contro resistenza. Il rafforzamento del quadricipite e del retto femorale ha la priorità rispetto agli esercizi addominali e glutei, che favoriscono la retroversione pelvica.